Qual è la differenza tra domotica e Internet of Things?

Domotica e Internet of Things sono due termini che spesso si incontrano assieme perché sono entrambe tecnologie pensate per facilitare la vita dell’utente, automatizzando specifici processi, consentendo un controllo da remoto, semplificando la gestione degli impianti, e in generale ottimizzando la gestione di un ambiente.

Anche se i fini sono identici, i mezzi e i metodi con cui vengono raggiunti sono molto differenti tra loro e perciò associare la domotica all’Internet of Things sarebbe un’incorrettezza.

La domotica è pensata come un sistema chiuso di impianti interconnessi tra loro, strutturati in modo gerarchico e ben organizzati: questo approccio verticale permette di centralizzare la gestione di tutto l’ambiente domestico, sia interno che esterno, in un unico pannello di controllo e di coordinare le diverse funzionalità in scenari, sequenze d’azioni pre-programmate che possono essere attivate con un singolo comando.

Questo approccio integrato permette di far dialogare i diversi impianti tra loro così da metterli in concerto e da permettere loro di valorizzarsi a vicenda: per esempio l’impianto fotovoltaico può indirizzare l’elettricità generata in surplus a prese radiocomandate, così da attivare elettrodomestici come lavatrice e lavastoviglie per sfruttare appieno l’energia autoprodotta.

L’Internet of Things (IoT) è invece un macrotermine che racchiude tutte le tecnologie capaci di raccogliere dati via internet o dall’ambiente circostante e di elaborarli per ottimizzare il proprio funzionamento, per svolgere più efficacemente il proprio compito e per semplificare la vita all’utente.

In ambito domestico, l’Internet of Things utilizza dispositivi aperti, ma indipendenti: interagiscono con il mondo esterno, ma non direttamente tra loro, e quindi sono generalmente più specializzati e dedicati.

Di conseguenza, domotica e Internet of Things rispondono a due esigenze differenti.

La domotica impone il supporto di professionisti per capire i bisogni da soddisfare, scegliere gli impianti, installarli e collegarli tra loro. Si tratta quindi di un intervento esteso, idealmente da effettuare in fase di ristrutturazione o da integrare direttamente nella costruzione di un nuovo edificio. Il vantaggio è che in questo modo si abbraccia tutta la casa, coordinando ogni aspetto della propria vita domestica per il massimo del confort e della sicurezza.

Dispositivi Internet of Things possono essere installati solo dove necessario per soddisfare specifici bisogni senza dover effettuare interventi invasivi, sfruttando la connessione wi-fi domestica: per contro, in questo mondo dipendono dalla qualità della propria rete e la loro capacità d’azione è più contenuta.

Domotica e IoT si differenziano anche per il grado di protezione dei dati: un sistema domotico è chiuso, cioè tutti gli impianti connessi dialogano solo tra loro e conservano i dati in un ambiente più protetto e difficile da violare, mentre i dispositivi Internet of Things, per loro natura, devono comunicare con la rete e l’ambiente esterno, rendendoli più vulnerabili.

Non bisogna però considerare domotica e IoT come due elementi incompatibili perché i primi possono interfacciarsi con i secondi: per esempio, E.co.system è stata la prima azienda del settore a integrare Alexa, Google Home e tutte le Smart TV Samsung con la Domotica Easydom.

Con quasi 60 anni di esperienza nell’automazione domestica, E.co.system oggi è una voce esperta nella domotica: approfitta del Bonus Domotica e rivoluziona il tuo modo di abitare rendendo la tua casa più semplice, confortevole ed efficiente, contattaci subito.

L’importanza degli aggiornamenti software per la domotica

Un sistema domotico ben strutturato nasce da una combinazione efficiente di hardware e software.

Le potenzialità tecniche degli impianti vengono sfruttate adeguatamente grazie ai programmi di controllo, installati sui propri dispositivi per offrire il pieno controllo di tutta l’abitazione in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, e per predisporre automazioni utili a semplificare la vita di tutti i giorni.

L’acquisto e l’installazione di componenti all’avanguardia permette di godere di elevate prestazioni per molti anni, soddisfacendo pienamente le esigenze di comfort, sicurezza ed efficienza energetica dei residenti.

Ciò non è solo merito dell’alto livello di tecnologia di partenza che permette di stare al passo con le novità del settore domotico, ma anche della possibilità di aggiornare facilmente i software di controllo.

Se infatti per sostituire le componenti fisiche sono necessari investimenti economici e, spesso, opere edili, l’update dei programmi è molto più rapido e permette comunque di mantenere il sistema domotico al top delle performance.

Attraverso l’aggiornamento dei software si possono aggiungere ottimizzazioni che permettono di sfruttare ancora meglio l’hardware e che aggiungono nuove funzionalità per un monitoraggio sempre più puntuale dei consumi, un maggiore efficientamento energetico e un controllo sempre più preciso del sistema domotico.

Questi update permettono anche di eliminare eventuali problemi dei programmi e, soprattutto, di mantenere i protocolli di sicurezza sempre aggiornati contro le più recenti minacce informatiche: la tutela della privacy è infatti un aspetto che influisce molto sulla decisione di installare un sistema domotico.

L’update dei programmi dei sistemi domotici è quindi un aspetto cruciale e spesso è l’unica attività richiesta nel post-installazione, visto che le componenti hardware non necessitano di interventi di manutenzione periodica.

È però importante sapere come procedere per questi update, soprattutto se si utilizzano impianti diversi tra loro: pur essendo capaci di comunicare tra loro, utilizzano software differenti, ognuno con le proprie necessità di aggiornamento, e bisogna anche assicurarsi che rimangano perfettamente coordinati anche dopo l’update.

Per questo motivo e.co.System offre un servizio di post-installazione che garantisce al cliente software sempre aggiornati e perfettamente performanti per un’esperienza domotica al top.

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Le differenze tra impianti elettrici civili e industriali

L’impianto elettrico consente la diffusione di energia elettrica all’interno di un edificio allacciato alla rete elettrica oppure che autoproduce la propria energia grazie a impianti fotovoltaici e altri sistemi alimentati da fonti rinnovabili.

Gli impianti elettrici vengono utilizzati nelle nostre case, negli edifici commerciali e nei grandi impianti industriali: tra queste tre realtà c’è una differenza di potenza richiesta e conseguentemente di complessità dell’impianto, affinché possa essere gestita in sicurezza.

Vista la sua crucialità nel permettere le attività all’interno dell’edificio di destinazione, la posa dell’impianto elettrico viene studiata di pari passo con la costruzione, in modo da ottimizzare il posizionamento di cavi, uscite e agganci; ciò non toglie che si possa intervenire successivamente per ampliamenti e aggiornamenti, pur richiedendo opere murarie per l’implementazione di queste modifiche.

Se le applicazioni domestiche e commerciali devono gestire la potenza per l’illuminazione e per l’alimentazione di elettrodomestici e altri impianti dai consumi contenuti (come il condizionamento, la videosorveglianza o i cancelli automatici), un impianto elettrico industriale deve sostenere la potenza necessaria per far funzionare macchinari anche di grandi dimensioni.

Vista la quantità di energia gestita, la sicurezza è un aspetto cruciale: servono soluzioni per prevenire sovraccarichi e cortocircuiti, e per consentire il funzionamento dei sistemi elettrici più importanti anche in caso di guasto o blackout.

Ciò non significa che la sicurezza non sia comunque una priorità anche per le installazioni di impianti elettrici civili e commerciale, ma il settore industriale fa capo a normative dedicate che impongono standard più severi, considerando anche il coinvolgimento di un maggior numero di persone all’interno di un complesso industriale.

In particolare, devono rispettare le disposizioni del Decreto Legislativo 81 del 2008 riguardo la sicurezza sul luogo di lavoro, mentre altre normative si applicano anche agli impianti civili e commerciali: la Legge 186/1968 sui materiali da utilizzare, il DL 37/2008 per la sicurezza degli impianti e la Legge 791/1977 sulle responsabilità del costruttore dell’impianto.

Altro aspetto cruciale è la manutenzione degli impianti elettrici civili e industriali, che devono essere svolte periodicamente, ovvero ogni due o cinque anni a seconda del tipo di impianto come stabilito dal Decreto Presidenziale 462 del 2002.

Al di là degli obblighi di legge, la manutenzione dell’impianto elettrico è molto importante anche per la sua ottimizzazione, valutando così i consumi ed eventuali ottimizzazioni per potenziare l’efficienza energetica della costruzione.

La complessità della progettazione e dell’installazione richiede l’intervento di figure tecniche specializzate ed esperte e ciò vale anche per la manutenzione: solo in questo modo si ha la garanzia che l’impianto elettrico civile e l’impianto elettrico industriale siano a norma di legge, sicuri ed efficienti.

È anche bene ricordare che l’impianto elettrico può essere integrato con quello fotovoltaico, cosicché si utilizzi l’energia autoprodotta anziché quella della rete, e con il sistema domotico, per monitorare in tempo reale i consumi e intervenire anche da remoto sull’utilizzo della corrente per l’illuminazione e gli elettrodomestici.

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Come si realizza un impianto Home Theatre?

Tutti gli appassionati del cinema sognano di vivere le stesse emozioni della visione di un film in sala cinematografica anche quando sono a casa propria: vogliono insomma ammirare i propri attori preferiti su un grande schermo, cogliere con nitidezza ogni dettaglio degli effetti speciali e sentire i suoni provenire da ogni direzione godendosi al contempo la comodità di casa propria.

La tecnologia di oggi ha reso più facile e accessibile l’installazione di questo tipo di impianti, detti Home Theather e traducibili come Cinema Domestico, per portare tutte le sensazioni del grande schermo tra le pareti casalinghe.

L’installazione di un impianto Home Theater può essere effettuata su un’abitazione già costruita oppure si può integrare nella progettazione di una nuova costruzione, predisponendo già cavi e canaline così da evitare successivi interventi murari, tenere nascosti alla vista tutti i cavi e ottimizzare l’architettura in funzione della diffusione sonora.

Sono molti gli aspetti che si devono considerare per installare un impianto Home Theater degno di questo nome, navigando tra molteplici opzioni sia audio che video, nonché valutando eventuali interventi sulla stanza che lo ospiterà: per questo è sempre bene rivolgersi a un consulente esperto, che possa consigliare le soluzioni più adatte alle proprie esigenze e implementarle su misura.

Per realizzare un impianto Home Theater partiamo dal canale video.

I televisori ultrapiatti HD, che fino a pochi anni fa erano un prodotto di lusso, sono diventati sempre più accessibili, permettendo con un investimento contenuto di acquisire uno schermo ampio e ben definito, ideale per il cinema casalingo.

Per chi invece cerca la vera sensazione di avere un cinema in casa può optare per un proiettore HD che può raggiungere anche i 300 pollici conservando una risoluzione da 4K.

Il canale audio è l’altro aspetto cruciale per creare un Home Theater capace di regalare forti emozioni, creando effetti surround e immergendoci davvero dentro il film. Non deve essere per forza un suono roboante, anzi: un impianto ben strutturato permette di sentire suoni chiari, nitidi e avvolgenti anche a bassi volumi.

Per avere una qualità del suono degna di un’esperienza cinematografica serve un componente che elabori il segnale audio e lo invii ai canali di uscita: può trattarsi di un processore audio, più performante e costoso, oppure di un sintoamplificatore, più semplice e accessibile, ma comunque valido in termini di qualità.

L’esperienza dell’Home Theater è goduta maggiormente con più amplificatori finali, pensati per circondare gli spettatori e riprodurre il suono ‘localizzato’ in base alla posizione della sua fonte all’interno del film.

Questi diffusori audio surround possono essere collocati su piedistalli attorno al divano o alle poltrone (e in questo caso l’estetica ha il suo peso) oppure incassati nella parete (in base a studi dell’architettura e delle modalità di diffusione del suono).

Infine, la stanza può essere ottimizzata per supportare adeguatamente il segnale audio, con, per esempio, trappole per i bassi e pannelli fonoassorbenti contro il riverbero (e per la quiete dei vicini!).

L’impianto Home Theater può anche essere collegato a un più ampio sistema domotico, permettendo di controllarlo con più comodità, di inviare contenuti multimediali dai propri dispositivi e di sincronizzarlo con applicazioni di entertainment.

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Quali sono i vantaggi degli impianti fotovoltaici?

Il fotovoltaico è una risorsa sempre più diffusa (e preziosa) per il nostro Paese: l’Italia, infatti, rappresenta un caso virtuoso in Europa, dimostrandosi capace di soddisfare il 18% del suo fabbisogno energetico con energie pulite e superando gli obiettivi ambientali imposti dall’UE.

Nel 2019, nel nostro Paese sono stati installati impianti fotovoltaici per una potenza totale di 750 MW, di cui una porzione significativa è attribuita a quelli di piccole dimensioni (272 MW, 36% del totale) che vengono impiegati in ambito residenziale.

Quali sono i motivi di questa crescita?

Sicuramente l’evoluzione tecnologica ha reso gli impianti fotovoltaici sempre più accessibili ed efficienti, rendendoli un prodotto sempre più interessante per il consumatore attento all’ambiente.

Ma l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili è una scelta non solo responsabile dal punto di vista ecologico, ma anche vantaggiosa.

L’installazione di un impianto fotovoltaico domestico offre importanti vantaggi per l’utente:

  • Risparmio economico: l’autoproduzione di elettricità permette di diminuire la richiesta di energia dalla rete e quindi i costi in bolletta;
  • Indipendenza dalle variazioni del mercato: i costi dell’energia distribuita dai gestori tradizionali sono soggetti a fluttuazioni create dal mercato e dallo scenario geopolitico internazionale; producendo la propria elettricità ci si protegge da queste variazioni e si può controllare maggiormente le proprie spese fisse;
  • Rientro delle spese di installazione: come conseguenza dei due punti precedenti, i costi sostenuti per l’installazione di un impianto fotovoltaico vengono gradualmente pareggiati dal risparmio sulle spese energetiche; una volta rientrati completamente dell’investimento si potrà godere di un guadagno puro generato dall’autoproduzione energetica;
  • Scambio sul Posto: parte del guadagno economico è generato grazie al meccanismo di Scambio sul Posto, in cui l’utente ‘vende’ il suo surplus energetico (l’energia che eccede i suoi consumi) alla rete, ricevendo un rimborso sulla bolletta;
  • Aumento del valore dell’immobile: l’installazione di un impianto fotovoltaico aumenta il valore dell’immobile;
  • Incentivi: poiché contribuisce alla tutela dell’ambiente e al raggiungimento degli obiettivi statali di abbattimento delle emissioni, sono numerose le forme di incentivazione e detrazione di cui i cittadini possono godere per installare un impianto fotovoltaico; in questo modo si riducono i costi sostenuti inizialmente e si accelera il rientro sull’investimento.

Un impianto fotovoltaico può essere integrato con il software domotico, in modo da tenere sempre sotto controllo produzione e consumo, ottimizzare le prestazioni dell’impianto e, con l’ausilio di prese elettriche radiocomandate, attivare, anche a distanza, elettrodomestici smart per consumare direttamente il proprio surplus energetico.

E.co.system crede nell’efficacia delle fonti rinnovabili, nell’autonomia energetica e nell’ecosostenibilità, promuovendo l’installazione di impianti fotovoltaici perfettamente integrati nel sistema domotico della tua casa.

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Migliora l’efficienza energetica con la domotica

In Europa, il comparto residenziale è responsabile per circa il 40% dei consumi energetici annui del continente: se da una parte il nostro tenore di vita attuale impone una certa quota di energia che è difficile da ridurre, ogni anno una porzione significativa di elettricità e gas viene a tutti gli effetti sprecata.

Molti edifici peccano per efficienza energetica, ovvero utilizzano più energia di quanto sia necessaria per ottenere il risultato desiderato: per esempio, una costruzione con uno scarso livello di isolamento termico ha bisogno di tenere i caloriferi più alti o accesi più a lungo per raggiungere una temperatura confortevole, perché parte del calore viene ceduto all’esterno.

Un’altra parte significativa degli sprechi energetici è dovuta alla disattenzione dei residenti, come lasciare accesa la luce quando si esce di casa, addormentarsi di fronte alla TV oppure tenere attivo il riscaldamento o l’aria condizionata in una stanza al momento vuota.

L’efficientamento energetico della casa è un percorso che prevede vari tipi di interventi e l’acquisizione di una maggiore consapevolezza dei propri consumi, ma dà ottimi frutti.

Consumare di meno infatti significa:

  • ridurre le emissioni di CO2, dando il proprio contributo alla tutela dell’ambiente;
  • diminuire i costi legati alla bolletta, riuscendo a risparmiare anche il 25% sulla spesa energetica.

L’installazione di impianti moderni e il loro coordinamento con un sistema domotico impatta notevolmente sull’efficienza energetica della casa.

In particolare, Easydom Next Home Elite offre utili funzionalità per controllare in ogni momento lo stato della propria abitazione, monitorare i consumi, e attivare o disattivare impianti ed elettrodomestici in modo intelligente.

La consapevolezza dei reali consumi, come già detto, è molto importante, perciò il sistema domotico Easydom riporta in tempo reale tutte le informazioni relative all’impiego dell’energia e le utilizza per effettuare una stima dei costi e delle emissioni di CO2.

Grazie a questi dati è possibile individuare facilmente i carichi energetici maggiori, valutare come intervenire per ridurli e di conseguenza ottimizzare i consumi domestici.

Easydom Next Home Elite consente anche il controllo dell’illuminazione da remoto, così che ci si può accorgere subito se si è dimenticata accesa una luce e spegnerla subito, anche quando si è fuori casa: l’impiego di scenari, ovvero serie di azioni attivate a catena con un semplice tocco, permette già di base di minimizzare il rischio di dimenticanze, programmando lo spegnimento di tutti gli impianti quando si esce di casa.

Similmente è possibile controllare la temperatura e i termostati, e interagire con prese elettriche comandate: in questo modo si possono attivare, anche a distanza, gli elettrodomestici smart, per farli funzionare nelle fasce orarie più convenienti.

Infine, un sistema domotico può interagire con l’impianto fotovoltaico domestico, così da ottimizzare l’impiego dell’energia autoprodotta e ridurre ulteriormente i costi in bolletta.

I costi dell’installazione di un sistema domotico vengono compensati dal risparmio mese per mese e anno per anno; inoltre approfittando del Bonus Domotica si può ammortizzare l’investimento iniziale fin da subito e rientrare più rapidamente sulla spesa iniziale.

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Gli impianti di filodiffusione: i vantaggi per case e business

La filodiffusione permette di trasmettere il medesimo segnale audio su più dispositivi altoparlanti, permettendo così di ‘diffondere’ in più luoghi contemporaneamente lo stesso messaggio o la stessa musica.

Il termine filodiffusione rivela la forma originaria di questa tecnologia: per effettuare il collegamento tra la fonte sonora e gli altoparlanti venivano impiegati i doppini telefonici che erano già installati negli edifici dotati di telefonia fissa, sfruttando la loro capacità di trasmettere segnali audio senza dover così posare una nuova rete di cavi.

Gli avanzamenti tecnologici però hanno permesso di aggiornare questa tecnologia, eliminando la necessità di appoggiarsi a una cablatura e permettendo di ricorrere a segnali wifi e bluetooth per raggiungere più facilmente ogni angolo dell’edificio interessato.

Tuttavia, questo non significa che questa forma di rete sia la più efficiente: di volta in volta è bene valutare la soluzione più efficiente tra cavo e wireless in base alle caratteristiche della costruzione e all’area che si intende coprire.

La filodiffusione è spesso impiegata in ambito commerciale: tutti noi siamo entrati in un negozio o in un centro commerciale, e siamo stati accompagnati nei nostri acquisti da una melodia di sottofondo… Come si può dimenticare l’orecchiabilità delle musiche natalizie durante il periodo delle feste?

La musica in filodiffusione non è solo una piacevole distrazione auditiva, ma è uno strumento di marketing che mette a proprio agio il cliente rendendolo più incline all’acquisto e che permette di costruire l’identità di un brand. L’impianto di filodiffusione può essere anche impiegato per comunicazioni e pubblicità, come spesso accade nei supermercati.

La filodiffusione trova impiego anche in aziende, anche qui per effettuare comunicazioni a tutti gli ascoltatori e per creare un ambiente lavorativo più rilassato trasmettendo la giusta musica.

La diffusione della tecnologia wireless ha permesso alla filodiffusione di entrare con più frequenza nelle nostre case, sincronizzando la trasmissione di tracce audio in più stanze e anche in giardino o in piscina, così da avere sempre con sé la propria musica preferita.

Per la casa sono disponibili numerose soluzioni: gli impianti più moderni impiegano casse wireless con forme accattivanti, che aggiungono valore all’arredo, oppure soluzioni più piccole e discrete, anche a incasso, ma che garantiscono ugualmente un’ottima qualità del suono.

L’attivazione dell’impianto e la selezione della musica da trasmettere viene effettuata attraverso apposite app, facilmente installabili e controllabili su computer o dispositivi mobile; la filodiffusione può anche essere collegata ad altri impianti per creare un sistema domotico, centralizzando il loro controllo.

In questo caso, la filodiffusione può essere integrata in appositi scenari, ovvero in sequenze di azioni eseguibili con un singolo tocco: per esempio, si può impostare un programma dedicato al ritorno a casa dopo il lavoro, che apre la porta del garage, fa partire la propria musica preferita, accende le luci e alza le tapparelle motorizzate, per calarsi immediatamente in un’atmosfera rilassata.

E.co.system installa impianti di filodiffusione e molti altri, collegandoli in sistemi domotici: scopri come migliorare il comfort della tua abitazione e del tuo luogo di lavoro.

Richiedi informazioni sugli impianti wireless per sistemi di filodiffusione:

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Come funzionano i cancelli automatici

L’automazione intreccia le esigenze di comfort con quelle di sicurezza, proponendo diverse soluzioni adatte sia per contesti domestici che per impieghi industriali e commerciali, come per esempio i cancelli automatici.

I cancelli automatici permettono di controllare chi accede a una proprietà e al contempo aumentano il comfort di chi li utilizza, evitando che debba scendere dal proprio veicolo o fare sforzi fisici per aprire le ante.

I cancelli automatici funzionano grazie a una centralina che riceve il segnale inviato dal comando a distanza; la centralina controlla il motore e lo attiva per muovere l’anta con un braccio meccanico dotato di pistone.

In aggiunta, i cancelli automatici impiegano dei sensori, detti fotocellule, che segnalano alla centralina se sono presenti ostacoli per la corretta chiusura dell’anta, come per esempio una persona che sta cercando di entrare.

In questi casi, le fotocellule inviano alla centralina un segnale che interrompe il movimento del cancello automatico, prevenendo così danni e infortuni.

I cancelli automatici possono essere a battente oppure scorrevoli.

I cancelli automatici a battente utilizzano una o due ante montate su un fulcro, in modo simile alla porta di un’abitazione: è quindi necessario che ci sia sufficiente spazio per permettere la loro completa apertura.

I cancelli automatici scorrevoli, invece, impiegano una o due ante montate su un binario così che possano muoversi parallele al divisorio perimetrale (muro, cancello, siepe, …); si tratta di una soluzione più pratica visto che richiede meno spazio per la sua installazione.

Il motore che permette la movimentazione delle ante può essere interrato, così che è maggiormente protette da eventuali danni, oppure esterno, e impiegare sistemi elettromeccanici (quelli più comuni in ambito residenziale) oppure idraulici (per applicazioni industriali di grandi dimensioni).

Nell’eventualità in cui non ci sia corrente ad alimentare il cancello automatico, un particolare meccanismo permette di sbloccare il motore e di così muovere l’anta manualmente; alcuni modelli integrano una batteria di emergenza che consente di alimentare il cancello in attesa che venga ripristinata la corrente, azzerando il disagio della situazione.

L’innovazione tecnologica ha permesso di realizzare cancelli automatici sempre più performanti per aumentare ulteriormente la comodità di questo tipo di impianto.

Un cancello automatico può essere collegato a un sistema domotico così da controllarne l’apertura dal pannello centrale dell’abitazione o dal proprio dispositivo mobile, così da attivarlo per gli ospiti nel più totale comfort.

Questo tipo di controllo è utile anche fuori casa, poiché il cancello può essere aperto con il proprio cellulare anziché con un telecomando, rendendo ancora più immediato questo gesto già semplice.

E.co.system ha un’esperienza di 30 anni nell’installazione di cancelli automatici che permette di offrire soluzioni su misura, durature e altamente performanti per ogni cliente e contesto di applicazione.

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Una casa domotica è una casa sicura

Le statistiche indicano che in Italia si verificano in media 520 furti in abitazione ogni giorno: in questo scenario di incertezza, la tecnologia accorre a difesa delle nostre case, fornendo diverse soluzioni per prevenire le effrazioni, scoraggiare i ladri e perseguire i colpevoli.

Un impianto domotico permette di centralizzare la gestione e il controllo di sistemi di videosorveglianza e antifurti perimetrali, nonché di ricevere notifiche e feed sul proprio dispositivo mobile per essere sempre informati sulla sicurezza della propria residenza anche quando si è lontani.

Gli impianti di videosorveglianza per esterno tendenzialmente sono ben visibili o comunque segnalati per svolgere un’azione deterrente contro le effrazioni, scoraggiando i ladri ancor prima ancora che tentino di entrare nell’abitazione.

A seconda delle esigenze sono disponibili telecamere panoramiche, che permettono di coprire con un solo dispositivo una vasta area anche a 360°, telecamere bullet, discrete e pronte all’uso, telecamere con contenitore, protette da un’apposita custodia progettata per resistere ad atti di vandalismo, e telecamere dome, che utilizzano una cupola per proteggere il dispositivo e per nascondere la direzione verso cui è orientato.

Le telecamere possono inquadrare in modo fisso i potenziali punti di ingresso oppure tutto il perimetro, con un’attenta pianificazione della loro posizione, movimento e area di ripresa e creare una copertura completa.

Nel caso i ladri riuscissero a entrare, telecamere interne più discrete e nascoste (per esempio a incasso) possono rilevare movimenti o rumori e coglierli in flagrante senza che si accorgano di essere registrati, inviando il feed video ed eventualmente anche audio a dispositivi mobile e centrali operative, e consentendo un pronto intervento

Le immagini riprese dall’impianto di videosorveglianza, attivo a comando, in risposta a sensori o 24/7, vengono inviate ad appositi dispositivi per l’archiviazione e la conservazione delle registrazioni, per avere prove concrete e indizi sui responsabili casomai non fossero fermati per tempo.

I sistemi antintrusione, invece, impiegano strumenti che rilevano ingressi non autorizzati ed effrazioni, e attivano strategie difensive come allarmi sonori, segnalazioni a centrali operative e messaggi a numeri telefonici preimpostati.

Per esempio, l’antifurto perimetrale funziona con laser, infrarossi o microonde che creano un ‘recinto’ virtuale che delimita l’area designata e segnala alla centralina ogniqualvolta viene varcato, la quale intraprende le azioni programmate.

Rispetto a barriere fisiche, la protezione offerta da un antifurto perimetrale è invisibile, quindi difficilmente un intruso potrà attuare contromisure per evitarlo o disattivarlo. I dispositivi moderni, inoltre, funzionano anche se vengono tagliati i cavi o innescato un blackout, resistendo così ai tentativi di sabotaggio; ogni malfunzionamento viene comunque segnalato alla centralina, che può attivare preventivamente l’allarme.

Fatte queste considerazione, un antifurto perimetrale offre una soluzione sicura per proteggere la casa dai tentativi di furto.

Un impianto domotico permette di ricevere le notifiche da tutti i sistemi di sicurezza installati e di impostare il loro funzionamento con pochi semplici gesti: per esempio, è possibile attivarli solo quando si esce di casa oppure far sì che l’antifurto perimetrale ignori i movimenti degli animali domestici, evitando falsi allarmi.

L’impianto domotico consente di controllare anche altri sistemi utili per mantenere sicura la propria abitazione, come il videocitofono, per identificare chi suona alla porta, e le tapparelle automatiche, per abbassarle ogni volta che si esce di casa.

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Cosa vuol dire abitare in una casa domotica?

La domotica mette la tecnologia al servizio del comfort abitativo e della sicurezza domestica applicando principi di efficientamento, automatizzazione e centralizzazione.

Nella pratica, per rendere una casa domotica si installano impianti all’avanguardia che possono essere programmati e controllati a distanza, e che sono capaci di comunicare tra loro, cosicché possano essere sincronizzati e attivati da un unico pannello o dispositivo.

Immaginatevi quindi di essere sprofondati in poltrona in una giornata di inverno, con la sera ormai prossima: con un tocco sul proprio smartphone si accendono le luci e si alza la temperatura, e intanto si mette in filodiffusione della musica per rallegrare la serata e si fa partire la lavatrice.

All’improvviso suona il videocitofono, ma non c’è bisogno di alzarsi: sempre dallo smartphone si può vedere chi è, parlarci e aprire il portone esterno se è un ospite desiderato.

Comodo no? Ma una casa domotica serve anche a potenziare la sicurezza domestica, collegando impianti di videosorveglianza e antintrusione: il feed video dei primi ed eventuali allarmi dei secondi vengono inviati al dispositivo mobile del padrone di casa, che può monitorare la sua abitazione anche quando è lontano.

Comodità e sicurezza, ma anche tutela dell’ambiente.

Se adeguatamente progettata, una casa domotica è ecologica, perché il controllo degli impianti permette di ridurre gli sprechi, diminuendo il fabbisogno energetico domestico con benefici sia per il portafogli che per l’ambiente, abbattendo le emissioni di CO2 legate alla produzione e distribuzione dell’energia.

La domotica permette anche di implementare impianti fotovoltaici residenziali, di cui si possono facilmente controllare le prestazioni e impostare le modalità di impiego dell’elettricità generata, così da contribuire alla diffusione delle energie rinnovabili e diminuire ulteriormente i costi in bolletta.

Il concetto di casa domotica è quindi ricco di sfumature e articolato su vari livelli di complessità, e si adatta a necessità molto diverse tra loro con soluzioni personalizzate.

Ma come funziona la casa domotica? La tecnologia alla base è quella dei BUS, sistemi elettronici che permettono la comunicazione tra impianti compatibili e quindi il loro controllo centralizzato tramite pannelli, smartphone o perfino assistenti vocali.

È anche possibile programmare degli ‘scenari’, una serie di azioni attivabili con la pressione di un semplice tasto, per svolgere più rapidamente e comodamente attività abituali: per esempio uno scenario per l’uscita di casa può prevedere l’attivazione dei sistemi antintrusione, lo spegnimento delle luci, la riduzione del riscaldamento o della climatizzazione, e l’abbassamento delle tapparelle.

Una casa può ‘nascere’ domotica oppure ‘diventare’ domotica.

Negli ultimi anni la costruzione di nuovi edifici può già integrare nel progetto gli impianti intelligenti e la tecnologia per collegarli. Allo stesso tempo, è possibile intervenire su una casa per renderla domotica, potendo godere di tutti i comfort anche in un edificio di vecchia costruzione.

In entrambi i casi è importante affidarsi a professionisti capaci di fornire la tecnologia più all’avanguardia e progettare soluzioni su misura per ogni stile di vita: con quasi 60 anni di esperienza nell’automazione domestica, E.co.system oggi è una voce esperta nella domotica.

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